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RECUPERO GHEPPIO

 

Dicembre 2008 - di Francesco Autiero

Il 26 Dicembre ci è stato consegnato un esemplare femmina di Gheppio (Falco tinnunculus), un piccolo falco che non riesce a volare e che è stato recuperato il giorno di Natale da alcuni ragazzi di Somma Vesuviana (per questo motivo è stato chiamato “Natalino”).

In seguito alla visita veterinaria effettuata dal dottor Troisi Sabatino di Melito, esperto di rapaci, è emersa dalla radiografia la presenza, nell'ala sinistra, di un pallino di piombo di cartuccia da fucile, di alcune schegge e di una piccola frattura. Il dottore ha anche notato che il falco, probabilmente a causa della caduta, non vede più dall'occhio sinistro.
In attesa che si formi un callo osseo a livello della frattura, resterà in gabbia per ancora 10 giorni, cibandosi 3/4 volte al dì; poi effettuerà una seconda visita.

In caso di miglioramento, seguirà una riabilitazione al volo in voliera.

 

 

Il gheppio è uno dei rapaci più diffusi e più piccoli nell'Europa centrale, misura, infatti, appena 35 centimetri di lunghezza per 70-90 centimetri di apertura alare. Ha colore bruno-rossiccio e macchie scure sul dorso.

Più che in altre specie, i gheppi mostrano un marcato dimorfismo sessuale. La caratteristica più notevole è che i maschi hanno la testa di colore grigio chiaro, le femmine invece sono uniformemente di colore rosso mattone. In entrambi i sessi le zampe sono gialle, mentre gli artigli sono neri.

L'epiteto specifico del nome scientifico, tinnunculus, tradotto letteralmente significa "che risuona", "che tintinna"; ciò è probabilmente dovuto al suo verso, che assomiglia ad un ti ti ti ti. Come tutti i falconiformi, il gheppio è dotato di 15 vertebre nel collo che gli permettono di girare il capo di 180° e di osservare appollaiati su un albero una preda fino a 220° senza doversi muovere. Si nutre roditori, insetti vari, lucertole, piccoli serpenti ed uccelli, quali storni, passeri ed allodole.

Molti conoscono il gheppio poiché ha conquistato le città come proprio ambiente e si caratterizza per il suo originale volo oscillante; a differenza di altri rapaci, infatti, sbatte le ali frequentemente. Ma la caratteristica più evidente è il cosiddetto volo a "Spirito Santo", durante il quale si mantiene totalmente fermo in aria, con piccoli battiti di ali e con la coda aperta a ventaglio, sfruttando il vento per mantenersi stabile ed osservare il suolo in cerca di prede.