La "missione" del WWF

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Comunicato Ansa

 

Marzo 2004 -

ZCZC0347/SXR


YNA13105

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RIFIUTI:CAMPANIA;WWF, DIFFERENZIATA PER USCIRE DA EMERGENZA



(ANSA) - NAPOLI, 8 MAR - "Vogliamo risolvere l'emergenza

rifiuti in Campania? Incominciamo tutti a ridurre, riciclare e

avviare una seria raccolta differenziata": lo chiede il WWF.

"Anche se la normativa vigente nazionale e direttive europee

in materia di riduzione dei rifiuti stentano ad avere concreta

attuazione nella nostra regione - continua una nota del Wwf - ci

appelliamo alla coscienza di ciascun cittadino campano e lo

esortiamo a ridurre i rifiuti, nelle proprie case e nel proprio

piccolo se non vogliamo trovarci sommersi da rifiuti che nessuno

vuole" .

Inoltre, il Wwf chiede alla Regione di emanare il "Piano

regionale per la prevenzione della produzione dei rifiuti con il

quale ripartire i fondi pubblici destinati al settore rifiuti in

base alla reale valenza ambientale delle varie soluzioni

esistenti, ponendo al primo posto la prevenzione e la riduzione

dei rifiuti e solo in subordine il riciclaggio e le altre forme

di smaltimento controllato".

Il Wwf fa notare che "non esiste azienda in Campania che sia

esente completamente dalla produzione di rifiuti soprattutto di

imballaggi e di materiali usa e getta. Le aziende dovrebbero

ridurre drasticamente tutti quegli imballaggi superflui e

facilmente sostituibili con degli oggetti cosiddetti "vuoto a

rendere". Il costo dello smaltimento degli imballaggi, prodotti

di scarto già fin dall'inizio della filiera produttiva, deve

essere accollato alle aziende produttrici".

Ancora si dovrebbe "preferire il maggior numero di prodotti

in vetro a rendere, sostituendo o quantomeno affiancando sugli

scaffali ai vari contenitori a perdere gli stessi prodotti in

contenitori a rendere. Evidenziare adeguatamente sugli scaffali

quali prodotti sono in vuoto a rendere indicando espressamente

anche l'importo della cauzione". Ma anche i consumatori

dovrebbero fare la loro parte prestando "un pò di attenzione

ai propri acquisti, orientandosi verso le soluzioni ad

imballaggio zero o in contenitori a rendere. Portarsi da casa la

borsa della spesa, resistente e duratura in modo che possa

essere riutilizzata nel tempo. Anche fra uguali prodotti in

vuoto a rendere, privilegiare, nella scelta, quelli confezionati

localmente, in modo da evitare trasporti su lunghe distanze e

relativo inquinamento. Sostenere pubblicamente quei negozi e

quei supermercati che si impegnano concretamente nella direzione

dei vuoti a rendere e delle merci sfuse ad imballaggio

zero".(ANSA).



COM-KTO/PIO

08-MAR-04 13:21 NNNN
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima della raccolta differenziata e del riciclaggio della materia c'è un capitolo fondamentale per la soluzione del problema rifiuti: LA RIDUZIONE !!!
La riduzione della produzione dei rifiuti, per quanto richiamata nelle direttive europee e nella normativa vigente nazionale, - dichiara Alessandro Gatto, referente regionale del settore rifiuti del WWF e Dario Palma uno dei referenti locali del settore - stenta ad avere attuazione concreta in Campania. Il costante aumento in peso ed in volume dei rifiuti prodotti per abitante nella nostra Regione, così come in tutto il Paese, dimostra la minima o nulla incidenza di quanto fatto finora. Appare del tutto evidente l’importanza fondamentale di attivare interventi volti alla riduzione della produzione dei rifiuti prima della loro formazione. Per affrontare efficacemente il fondamentale capitolo della riduzione dei rifiuti proviamo ad elencare i compiti differenziati delle diverse categorie sociali che intervengono nel problema della produzione dei rifiuti:
Cosa dovrebbero fare le aziende:

Non esiste azienda in Campania che sia esente completamente dalla produzione di rifiuti soprattutto di imballaggi e di materiali usa e getta. Le aziende quindi, dovrebbero ridurre drasticamente tutti quegli imballaggi superflui e facilmente sostituibili con degli oggetti cosiddetti “vuoto a rendere” (questo vale non solo per i generi alimentari). Il costo dello smaltimento degli imballaggi, prodotti di scarto già fin dall’inizio della filiera produttiva, deve essere accollato alle aziende produttrici.

Cosa dovrebbe fare l’Ente pubblico (Regione Campania):

Emanare un piano, accanto al Piano per lo smaltimento dei rifiuti, denominato “Piano regionale per la prevenzione della produzione dei rifiuti”, dove ripartire i fondi pubblici del settore rifiuti in base alla reale valenza ambientale delle varie soluzioni esistenti, ponendo al primo posto la prevenzione e la riduzione dei rifiuti e solo in subordine il riciclaggio e le altre forme di smaltimento controllato.

Cosa dovrebbero fare i commercianti:

Preferire il maggior numero di prodotti in vetro a rendere, sostituendo o quantomeno affiancando sugli scaffali ai vari contenitori a perdere gli stessi prodotti in contenitori a rendere. Evidenziare adeguatamente sugli scaffali quali prodotti sono in vuoto a rendere indicando espressamente anche l’importo della cauzione. Ricordare ai propri clienti, al momento dell’acquisto, quali contenitori sono a rendere. Facilitare i propri clienti nell’acquisto di prodotti in vuoto a rendere (es. consegnando a domicilio contenitori pesanti ed ingombranti come le casse di acqua minerale). Mantenere o ripristinare banchi a vendita assistita dove i clienti possono acquistare i prodotti sfusi “ad imballaggio zero”, con contenitori portati da casa e riutilizzabili.

Cosa dovrebbe fare il consumatore:

Prestare un po’ di attenzione ai propri acquisti, orientandosi verso le soluzioni ad imballaggio zero o in contenitori a rendere. Portarsi da casa la borsa della spesa, resistente e duratura in modo che possa essere riutilizzata nel tempo. Anche fra uguali prodotti in vuoto a rendere, privilegiare, nella scelta, quelli confezionati localmente, in modo da evitare trasporti su lunghe distanze e relativo inquinamento. Sostenere pubblicamente quei negozi e quei supermercati che si impegnano concretamente nella direzione dei vuoti a rendere e delle merci sfuse ad imballaggio zero. Attivarsi tramite il WWF o altre associazioni ambientaliste per organizzare azioni di sensibilizzazione presso le pubbliche amministrazioni, nelle scuole e sui mass-media.
 

 

 
 
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