Novembre 2006 -
Il WWF Campania ritiene che sino ad adesso
non c’è stata volontà politica per affrontare il problema rifiuti che si è
dimostrato un vero e proprio disastro affidato alla gestione commissariale
per troppo tempo (nel 2007 siamo a 13 anni di
commissariamento).
Il WWF intende esprimere alcuni "SI", piuttosto che dei "NO", ad alcune
scelte strategiche per la soluzione definitiva e più sostenibile del
problema rifiuti in Campania.
- SI al superamento del D.Lgs 152/2006 dove
impone ancora gli ATO, per noi organismi burocratici ed inefficaci e di
difficile attuazione come si è verificato per i consorzi. Attribuzione
delle responsabilità ad ogni Provincia per il recupero e riciclo di
rifiuti;
- SI agli impianti di compostaggio dei rifiuti
cosiddetti "umidi", cioè quella frazione (il 30-40% dei rifiuti totali)che
va in putrefazione e dalla quale se opportunamente separata dal resto dei
rifiuti, tramite raccolta porta a porta, si può ricavare compost o
materiale inerte utile in agricoltura o per applicazioni in ingegneria
naturalistica.
- SI agli impianti di compo a gas o biodigestori
anaerobi(piccolied agili impianti che smaltiscono l’umido di qualità
direttamente senza pretrattamenti). Con la biodigestione anaerobia si può
ottenere anche un discreto quantitativodi biogas (costituito
prevalentemente dal metano) utile all'ottenimento di energia elettrica in
maniera veramente rinnovabile e senza immettere in atmosfera gas
climalteranti.
- SI all'emanazione di un piano strategico, da
affiancare a quello classico generale sui rifiuti, regionale o provinciale
per la riduzione e la prevenzione della produzione dei rifiuti.
Privilegiando il coinvolgimento e la sensibilizzazione dei cittadini nella
raccolta delle frazioni porta a porta.
- SI all’educazione al consumo premiando le scelte
virtuose di distributori di generi alimentari e di largo consumo senza
imballaggi (distribuzioni alla spina) o con imballaggi con il sistema del
vuoto a rendere. Incentivando i cittadini che vogliono ridurre i rifiuti
in questo modo.
Importantissimo è dire SI anche e soprattutto alle raccolte differenziate
"spinte" RIVOLTE ESCLUSIVAMENTE AL RICICLAGGIO DELLA MATERIA !!!
Incentivando la realizzazione di una filiera vera della produzione di
materiali ed oggetti partendo da materie prime riciclate. Se
tutto ciò andasse a regime subito (e ci sono realtà italiane, come tutto
il Veneto, che in questo modo hanno superato il 70% di raccolta
differenziata e realmente riciclata) resterebbe circa un 30% di rifiuti
residuali che potrebbero essere ulteriormente trattati con sistemi
cosiddetti "a freddo" cioè con impianti definiti TMB (trattamento
meccanico biologico) in cui si recupera il recuperabile e la frazione
restante si biostabilizza e si può avviare allo smaltimento finale (si
tratterebbe al massimo di un 25% del totale).
Ma la condizione utile ed indispensabile a questo processo è che i comuni,
tutti i comuni della Campania devono arrivare
e superare il famoso 35% della raccolta differenziata (che si doveva
raggiungere per legge già il 31/12/2003).
Chi non fa ciò è il PRIMO vero responsabile dell'emergenza rifiuti in
Campania !!!
Alessandro Gatto
(WWF Campania)
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