La "missione" del WWF

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 IL PROBLEMA DEI RIFIUTI IN CAMPANIA NON SI RISOLVE ESCLUSIVAMENTE CON GLI INCENERITORI

Comunicato stampa WWF Campania

 

Aprile 2004 - Alessandro Gatto

In questo periodo di emergenza rifiuti in Campania stiamo assistendo ad una informazione forzata e guidata esclusivamente nella direzione della costruzione degli impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero eneregetico, come se da soli questi impianti potessero, come per magia, far sparire i nostri scarti. Ma così non è, perchè in natura "NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI TRASFORMA".

Gli Inceneritori e le discariche (bisogna diffidare di chi dice che, con gli inceneritori, elimineremo le discariche, perchè non ce ne libereremo mai del tutto), infatti, non affrontano il problema dei rifiuti alla radice, cioè incidendo sulle cause e sui meccanismi che portano alla proliferazione dei rifiuti, bensì cercano solo di eliminare l’accumulo, creando altri tipi di inquinamento ambientale.

Il WWF ritiene, infatti, che ridurre, riparare, riciclare, riutilizzare, siano i principi prioritari da seguire per gestire adeguatamente il problema dei rifiuti solidi urbani.

Il fatto che un inceneritore possa ridurre il volume ed il peso dei rifiuti, non deve trarre in inganno. Tale stima non tiene conto del fatto che alcuni rifiuti non bruciano (organici, metalli, vetro, cocci, inerti, ecc.), che la manutenzione dell’impianto richiede periodi di sospensione dell’attività e che nelle discariche finiscono rifiuti compattati. Una riduzione analoga è possibile con sistemi di raccolta differenziata spinta, compostaggio dell’organico, recupero dei materiali e politiche di riduzione degli imballaggi.

In secondo luogo ogni oggetto o materiale bruciato deve essere rimpiazzato. Rimpiazzare la merce bruciata significa andare a consumare nuove risorse, materiali vergini, acqua ed energia elettrica per realizzare lo stesso prodotto. Quindi, l’incenerimento recupera solo l’energia dovuta al potere calorifero di un oggetto, ma non l’energia e le risorse necessarie alla produzione dell’oggetto a partire dalla materia prima. Il WWF sostiene che l’energia prodotta con i rifiuti, oltre a costituire solo una percentuale marginale del fabbisogno, non può considerarsi “rinnovabile” poiché nei rifiuti sono contenuti materiali, quali la plastica, prodotti da combustibili fossili, e quindi esauribili. L’utilizzo della plastica come “combustibile” rischia anche di generare un circolo vizioso petrolio-produzione-plastica-incenerimento altamente dissipativo e di alto impatto ambientale.

Alessandro Gatto (Resp. settore rifiuti WWF Campania)

 
 
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