Marzo 2004 -
Prima della raccolta differenziata e del riciclaggio della materia c'è un
capitolo fondamentale per la soluzione del problema rifiuti: LA RIDUZIONE
!!!
La riduzione della produzione dei rifiuti, per quanto richiamata nelle
direttive europee e nella normativa vigente nazionale, - dichiara
Alessandro Gatto, referente regionale
del settore rifiuti del WWF e Dario
Palma uno dei referenti locali del settore - stenta ad avere
attuazione concreta in Campania. Il costante aumento in peso ed in volume
dei rifiuti prodotti per abitante nella nostra Regione, così come in tutto
il Paese, dimostra la minima o nulla incidenza di quanto fatto finora.
Appare del tutto evidente l’importanza fondamentale di attivare interventi
volti alla riduzione della produzione dei rifiuti prima della loro
formazione. Per affrontare efficacemente il fondamentale capitolo della
riduzione dei rifiuti proviamo ad elencare i compiti differenziati delle
diverse categorie sociali che intervengono nel problema della produzione
dei rifiuti:
Cosa dovrebbero fare le aziende:
Non esiste azienda in Campania che sia esente completamente dalla
produzione di rifiuti soprattutto di imballaggi e di materiali usa e
getta. Le aziende quindi, dovrebbero ridurre drasticamente tutti quegli
imballaggi superflui e facilmente sostituibili con degli oggetti
cosiddetti “vuoto a rendere” (questo vale non solo per i generi
alimentari). Il costo dello smaltimento degli imballaggi, prodotti di
scarto già fin dall’inizio della filiera produttiva, deve essere accollato
alle aziende produttrici.
Cosa dovrebbe fare l’Ente pubblico (Regione Campania):
Emanare un piano, accanto al Piano per lo smaltimento dei rifiuti,
denominato “Piano regionale per la prevenzione della produzione dei
rifiuti”, dove ripartire i fondi pubblici del settore rifiuti in base alla
reale valenza ambientale delle varie soluzioni esistenti, ponendo al primo
posto la prevenzione e la riduzione dei rifiuti e solo in subordine il
riciclaggio e le altre forme di smaltimento controllato.
Cosa dovrebbero fare i commercianti:
Preferire il maggior numero di prodotti in vetro a rendere, sostituendo o
quantomeno affiancando sugli scaffali ai vari contenitori a perdere gli
stessi prodotti in contenitori a rendere. Evidenziare adeguatamente sugli
scaffali quali prodotti sono in vuoto a rendere indicando espressamente
anche l’importo della cauzione. Ricordare ai propri clienti, al momento
dell’acquisto, quali contenitori sono a rendere. Facilitare i propri
clienti nell’acquisto di prodotti in vuoto a rendere (es. consegnando a
domicilio contenitori pesanti ed ingombranti come le casse di acqua
minerale). Mantenere o ripristinare banchi a vendita assistita dove i
clienti possono acquistare i prodotti sfusi “ad imballaggio zero”, con
contenitori portati da casa e riutilizzabili.
Cosa dovrebbe fare il consumatore:
Prestare un po’ di attenzione ai propri acquisti, orientandosi verso le
soluzioni ad imballaggio zero o in contenitori a rendere. Portarsi da casa
la borsa della spesa, resistente e duratura in modo che possa essere
riutilizzata nel tempo. Anche fra uguali prodotti in vuoto a rendere,
privilegiare, nella scelta, quelli confezionati localmente, in modo da
evitare trasporti su lunghe distanze e relativo inquinamento. Sostenere
pubblicamente quei negozi e quei supermercati che si impegnano
concretamente nella direzione dei vuoti a rendere e delle merci sfuse ad
imballaggio zero. Attivarsi tramite il WWF o altre associazioni
ambientaliste per organizzare azioni di sensibilizzazione presso le
pubbliche amministrazioni, nelle scuole e sui mass-media.
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