La "missione" del WWF

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LA RICETTA DEL WWF PER LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA RIFIUTI:
MENO INCENERIMENTO E PIU' RIDUZIONE E RICICLAGGIO

 

Marzo 2004 -

"Il Commissariamento straordinario dello smaltimento rifiuti in Campania va esclusivamente in un’ unica direzione: quella degli inceneritori, come se questi potessero risolvere definitivamente qualsiasi problema”- afferma Alessandro Gatto, Responsabile Rifiuti del WWF Campania, - che - continua “ siamo consapevoli che il Commissario straordinario, dott. Corrado Catenacci, si e’ trovato a dover gestire una pesante eredità comprensiva di scelte già fatte in passato dai suoi predecessori, ma è pur vero che lui, se vuole, può modificare e migliorare in parte o in toto il Piano regionale di smaltimento dei rifiuti".

“Tra l’altro - continua Gatto - gli inceneritori non sono una risposta immediata all’emergenza, perché per costruire un impianto occorrono almeno due anni, tempo più che sufficiente per avviare una politica nuova di gestione dei rifiuti. Costruire nuovi impianti non è altro che un modo per sfuggire al problema, in più con gravi conseguenze per l’ambiente: emissioni tossiche nell’aria sotto forma di fumi (contenenti diossine, furani, policlorobifenili, idrocarburi aromatici policiclici e monociclici, anidride carbonica, monossido di carbonio, ossidi dell'azoto e dello zolfo, particolato incombusto), ceneri da smaltire in discariche specializzate, inquinamento delle acque e così via.

C'è da dire che più i sistemi di abbattimento degli agenti inquinanti dei fumi sono migliori tanto più queste scorie si accumuleranno nei sistemi di filtraggio, nelle ceneri e nei lavaggi dei fumi. IN ALTRE PAROLE NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI TRASFORMA. Gli inceneritori non faranno mai sparire i rifiuti ma li trasformeranno semplicemente in sottoprodotti, come già detto, a volte anche molto pericolosi.

L’emergenza rifiuti è la conseguenza di decenni di politiche sbagliate nei confronti del problema: sono più di venti anni che il WWF ne denuncia la gravità e propone soluzioni che, se applicate già da allora, oggi non saremmo precipitati in questa situazione di emergenza. Questa continuerà a scattare periodicamente se non si affronta alla radice il problema: se si continua a consentire, obbedendo ciecamente alle logiche del mercato consumistico, la produzione sconsiderata di prodotti e contenitori “usa e getta” che diventano rifiuto dopo poche ore o addirittura minuti dall’acquisto; se il governo non stabilisce seri incentivi per quelle aziende che chiudono il ciclo e cioè che prevedono fin dalla progettazione mezzi per ridurre al minimo o a zero l’ impatto ambientale dei loro prodotti , garantendo una efficace manutenzione, riparazione e riutilizzo dei componenti dimessi. Tutto ciò si può ricondurre alla strategia delle 4R che l’Associazione propone: riduci, ripara, riusa , ricicla.

Fondamentale, per questo ultimo punto, è sensibilizzare il cittadino verso la raccolta differenziata, realmente finalizzata al recupero di materiali. Tutte le Amministrazioni Comunali devono seriamente impegnarsi a far capire la necessità della raccolta differenziata e devono, altresì creare un sistema integrato e ben coordinato che gestisca la raccolta stessa. Questa la è via concreta per creare realmente nuovi posti di lavoro.
 

 
 
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