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COMUNICATO STAMPA

Aversa, 26/04/2000

Prot. n. 22/01/Sd

La presenza dell’amianto negli edifici, nei treni, nelle navi,nelle automobili, in alcune fabbriche e così via è un problema ancora tutto da risolvere.

Anche nell’agro aversano, così come già denunciato, in passato, dal WWF, - spiega Alessandro Gatto, Responsabile locale del WWF - vi sono parecchi siti contaminati da questo cancerogeno materiale.

Fino a quando l’amianto viene contenuto all’interno di strutture non esposte alle intemperie ed all’usura questo non rappresenta un grosso rischio di inquinamento atmosferico. Quando, però, lo si lascia abbandonato o, peggio ancora, vengono rimosse le parti che contengono il pericoloso materiale da personale non specializzato, allora i rischi per la salute pubblica aumentano spaventosamente. L’ultimo caso del genere ci fu quando, un po’ di mesi fa, si rimossero delle coperture in "eternit" dagli stabilimenti dell’ex fabbrica di Ciardulli posta di fronte all’Ospedale "Moscati" di Aversa e nelle adiacenze di alcuni edifici scolastici. In quel caso, considerato che gli operai non erano certo degli specialisti delle bonifiche dei siti inquinati dall’amianto, si registrarono per un breve periodo dei livelli di concentrazione di microfibre di amianto molto preoccupanti. In quel caso subito si scatenò, giustamente, un movimento scolastico di protesta, al quale si aggiunsero associazioni e gruppi organizzati, tra i quali anche il WWF, che in corteo si spinsero fino al Municipio di Aversa per avere un incontro con il Sindaco Golia che promise di interessarsi del caso. A distanza di svariati mesi dall’evento chiediamo – continua Alessandro Gatto - al Sindaco di Aversa, dott. Gennaro Golia cosa si è fatto per la soluzione di quel problema e cosa si intende fare per la messa in sicurezza e la bonifica di tutti i siti della città di Aversa (come ad esempio l’ex deposito degli autobus di piazza Crispi) inquinati dalla presenza dell’amianto?

Altro caso molto pericoloso di presenza dell’amianto è quello dell’ex fabbrica "SEPMA" di Carinaro, posta nella zona industriale "Aversa Nord". In quel sito c’erano oltre 800 quintali di rifiuti di amianto provenienti dalla lavorazione di alcune componenti delle automobili che venivano realizzate in quell’industria. Anche per il caso "SEPMA" chiediamo al Sindaco di Carinaro cosa è stato fatto per la messa in sicurezza e la bonifica definitiva del sito inquinato?

Certamente vi sono, nell’agro aversano e non solo, tanti altri siti dove si trova l’amianto ma quelli fin qui citati meritano la priorità assoluta in quanto sono già diversi anni che li stiamo segnalando all’attenzione delle Autorità preposte alla soluzione del problema e – conclude Alessandro Gatto – noi del WWF continueremo a fare l’adeguata pressione per la soluzione di tutti i problemi ambientali fini a quando non li vedremo risolti.