La "missione" del WWF

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INCENERITORI E CDR

Cosa ne pensa il WWF

 

    Settembre 2002 - Francesca Tucci

      La posizione del WWF - dichiara Francesca Tucci, responsabile della sezione locale del WWF (Agro aversano e zona "Napoli Nord") - riguardo all’utilizzo degli inceneritori con recupero dell’energia, detti anche termocombustori o termovalorizzatori, è chiaramente negativa, a cominciare dal fatto che inceneritori e discariche non affrontano il problema dei rifiuti alla radice, cioè incidendo sulle cause e sui meccanismi che portano alla proliferazione dei rifiuti , bensì cercano solo di eliminare l’accumulo. Quindi, indirettamente, anche gli impianti di CDR (combustibile derivato dai rifiuti), come quello di Giugliano, sono incompatibili con una visione seriamente sostenibile del problema

   Il WWF ritiene, infatti, che ridurre, riparare, riciclare, riutilizzare, siano i principi da seguire per gestire adeguatamente il problema dei rifiuti solidi urbani.

   Il fatto che un inceneritore possa ridurre il volume ed il peso dei rifiuti, non deve trarre in inganno. Tale stima non tiene conto del fatto che alcuni rifiuti non bruciano (metalli, vetro), che la manutenzione dell’impianto richiede periodi di sospensione dell’attività e che nelle discariche finiscono rifiuti compattati.

   Una riduzione analoga è possibile con sistemi di raccolta differenziata spinta, compostaggio dell’organico, recupero dei materiali e riduzione degli imballaggi.

      In secondo luogo ogni oggetto o materiale bruciato deve essere rimpiazzato.

    Rimpiazzare la merce bruciata significa andare a consumare nuove risorse, materiali vergini, acqua ed energia elettrica per realizzare lo stesso prodotto.

    Quindi, l’incenerimento recupera solo l’energia dovuta al potere calorifero di un oggetto, ma non l’energia e le risorse necessarie alla produzione dell’oggetto a partire dalla materia prima.

    A questo proposito il WWF cita una ricerca effettuata dal prestigioso MIT (Massachussets Institute of Technology), da cui si evince che il risparmio energetico conseguibile con il riutilizzo ed il riciclaggio è da 3 a 5 volte superiore al recupero realizzabile con la termocombustione.

    Infine, il WWF sostiene che l’energia prodotta con i rifiuti, oltre a costituire solo una percentuale marginale del fabbisogno, non può considerarsi “rinnovabile” poiché nei rifiuti sono contenuti materiali, quali la plastica, prodotti da combustibili fossili, e quindi esauribili.

    L’utilizzo della plastica come “combustibile” rischia anche di generare un circolo vizioso petrolio-produzione-plastica-incenerimento altamente dissipativo e di alto impatto ambientale.
 

Francesca Tucci  (Responsabile del WWF Aversa)