Progetti e Ricerche della Sezione

 

Inquadamento ecologico -Storico- Ambientale dell'agro Aversano

 

L'agro aversano e parte del litorale domitio costituiscono un unicum ecologico - geologico - ambientale poiché questi territori hanno avuto una storia evolutiva comune. Ricordiamo che prima del massiccio sfruttamento antropico del territorio il comprensorio aversano era inserito in un sistema di paludi ed aree umide che prendevano il nome di Maremma Liternina. In pratica il mare in epoche geologiche passate (Pleistocene da 3 a 1,8 milioni di anni fa) si spingeva fino al territorio dove attualmente c'è la città di Capua, poi si è ridotto col passare dei millenni in conseguenza del sollevamento del massiccio flegreo e a causa degli apporti solidi trascinati dalle acque superficiali di scorrimento. Questo è il principale motivo dell'alta concentrazione di umidità che si registra nei suoli e nell'ambiente di tutta la piana del Volturno ed in particolar modo dell'agro aversano. Nell'agro aversano scorreva il fiume Clanio, che poi è stato canalizzato più a nord, negli attuali Regi Lagni, intorno alla prima metà del 1600. Il fiume Clanio segnava il confine nord dell'agro aversano ed aveva la sua naturale foce nel lago Patria. La flora e la fauna tipica delle terre dell'agro aversano oggi sono quasi completamente scomparse, a causa della forte antropizzazione della zona. E' il caso di ricordare che in tutto il territorio denominato anticamente Maremma Liternina esistevano boschi misti di alberi che preferiscono ambienti umidi. Nelle vicinanze delle paludi e degli acquitrini si sviluppava la tipica vegetazione igrofila costituita prevalentemente da giunchi e cannucce di palude ove trovava riparo una ricca biocenosi (insieme di esseri viventi di un particolare ecosistema) con al vertice della piramide alimentare varie specie di uccelli acquatici (aironi, anatre selvatiche, limicoli e così via). Nelle zone meno umide vi erano pioppi neri e bianchi, salici bianchi, ontani napoletani ed olmi, poi laddove le caratteristiche di umidità relativa divenivano via via più moderate si trovavano lecci, pini e macchia mediterranea costituita prevalentemente da arbusti quali il lentisco, la fillirea, il ginepro ed il mirto (solo per citarne alcuni). 

Progetto di ripristino naturalistico di un tratto di costa del litorale domitio. (VILLAGGIO COPPOLA-ISCHITELLA)

 

A cura di Alessandro Gatto (Resp. WWF per l’area aversana e domitiana).

 Introduzione:

Il tratto di litorale domitio che abbraccia tutto il comprensorio della Provincia di Caserta e parte della Provincia di Napoli è un territorio che presenta ancora degli aspetti naturalistici interessanti e degni di attenzione. Si tratta della pineta di Castelvolturno, la macchia mediterranea antistante e le dune marine.

Non possiamo definire la zona del litorale domitio ... continua