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Progetto di ripristino naturalistico di un tratto di costa del litorale domitio. (VILLAGGIO COPPOLA-ISCHITELLA) |
| A cura di Alessandro Gatto (Resp. WWF per larea
aversana e domitiana). Introduzione: Il tratto di litorale domitio che abbraccia tutto il comprensorio della Provincia di Caserta e parte della Provincia di Napoli è un territorio che presenta ancora degli aspetti naturalistici interessanti e degni di attenzione. Si tratta della pineta di Castelvolturno, la macchia mediterranea antistante e le dune marine. Non possiamo definire la zona del litorale domitio ad alto valore naturalistico. Non ce lo consentirebbe il buon senso, considerata la dilagante speculazione edilizia e linquinamento di ogni tipo esistenti in questo tratto di litorale campano a nord di Napoli. Tra una costruzione e laltra, però, si possono ancora ammirare lembi di macchia mediterranea e di pineta in sufficiente stato di conservazione. Ricordiamo, anche, che questo territorio è stato di recente individuato come riserva naturale dalla Regione Campania del 01/09/1993 n° 33, nonché protetto da Decreto Ministeriale del 13/07/1977. Nel nostro progetto ci occuperemo in particolare del ripristino, laddove possibile, della fascia vegetazionale delle dune presente un tempo su tutto il litorale ed oggi quasi del tutto scomparsa a causa della massiccia antropizzazione dei luoghi. La duna: tratti generali. Perché si formi una duna costiera devono essere presenti tre fattori: 1) la forza del vento; 2) la sabbia; 3) la vegetazione specifica. Il vento ha un ruolo essenziale: a partire dalla velocità di 16 Km/ora i granelli di sabbia fine e asciutta possono essere messi in movimento, se la sabbia è umida aumenta la coesione tra i granelli e di conseguenza deve aumentare la velocità del vento necessaria per metterli in movimento. Per quanto riguarda la vegetazione essa ha un ruolo importantissimo nella formazione delle dune perché frena il vento e consolida la sabbia e quindi riveste anche un ruolo fondamentale nella riduzione dellerosione marina e di protezione dellentroterra dallinvasione della sabbia.
Fig. 1 Nella foto si vede chiaramente che in assenza della fascia dunale la sabbia viene spinta dal vento in maniera incontrollata. Situazione naturale: Per capire quanto luomo abbia danneggiato lambiente è importante fare una breve descrizione di come dovrebbero essere le condizioni dei luoghi naturali. La vegetazione che si sviluppa sulle nostre coste sabbiose è caratterizzata da specie botaniche cosiddette alofite che sono delle specie aventi la caratteristica ecologica di potersi insediare in luoghi fortemente ventosi, salsi e con substrato incoerente (sabbie). Possiamo analizzare un transetto naturale della costa sabbiosa considerando le varie aree a partire dal mare andando in direzione dellentroterra. Si suddivide il transetto in subaree in base allassociazione vegetazionale che dovrebbe esistere in ogni zona: la prima subarea, quella più vicina al bagnoasciuga (linea di costa), è di norma priva di vegetazione dunale, la seconda subarea è denominata "spiaggia", poi si susseguono "lanteduna", "la duna mobile", "la retroduna", "linterduna" e "la duna fissa". Ulteriori chiarimenti li rimandiamo alla fig. 2 che proponiamo qui di seguito:
Fig. 2 Specie botaniche caratteristiche della duna: 1) Cakile maritima, 2)Agropyron junceum, 3) Pancratium maritimum, 4) Anthemis maritima, 5) Ammophila arenaria, 6) Calystegia soldanella, 7) Eryngium maritimum, 8) Medicago marina, 9) Cyperus Kalli, 10) Echinophora spinosa, 11) Silene colorata, 12) macchia mediterranea costituita prevalentemente da: Phillirea spp., Cistus incanus, Juniperus communis, Pistacia lentiscus, Smilax aspera, Rosmarinus officinalis, Pinus pinaster, Quercus ilex, Rhamnus alaternus, Arbutus unedo, 13) pineta costituita prevalentemente da: Pinus halepensis, Pinus pinaster, Pinus pinea, Quercus ilex (questultimo, il leccio, rappresenta la specie climax del bosco retrodunale, cioè la pineta pian piano deve essere sostituita dai lecci che rappresentano le condizioni perfettamente naturali del luogo). Protezione e ricostituzione delle dune costiere: Nelle zone dove dovrebbe sorgere la duna o in quelle aree dove si nota un lento, ma progressivo avanzamento naturale della vegetazione deve essere vietata ogni modificazione dei suoli, anche precaria e devono essere delimitate zone di rispetto atte a garantire la conservazione di tale ambiente contro ogni rischio di degrado legato soprattutto alle attività antropiche. Per quanto riguarda la pressione antropica, specialmente nel periodo estivo, è fondamentale losservanza delle norme sulla protezione dei cordoni di vegetazione che verranno impiantate. Occorre sottolineare con forza che, in considerazione del delicatissimo equilibrio biologico dellecosistema - duna deve essere bandito il passaggio - calpestio indiscriminato, non si devono più concedere autorizzazioni alla realizzazione di costruzioni stabili o precarie. Nessuna attività deve essere concessa per alcun motivo, in particolare quella connessa a veicoli a 4 e a 2 ruote (vedi trattori e motociclette) In questi ultimi anni (anni 70 e 80) le precedenti amministrazioni comunali di Castelvolturno hanno cercato di rimediare al fenomeno dellerosione costiera posizionando in prossimità della linea di costa dei moli o pennelli trasversali (scogliere artificiali) costituiti da grossi massi. Tali opere si prefiggevano di proteggere strutture quali, ad esempio, gli stabilimenti balneari o le abitazioni private. Queste iniziative hanno avuto come risultato quello di spostare di poche centinaia di metri il processo erosivo, in particolare a sud e a nord delle scogliere di Pinetamare. Si è pertanto dato innesco ad un circolo vizioso che porta a tamponare solo parzialmente le varie situazioni di emergenza, senza venire, però, mai a capo del problema dellerosione marina. In questa sede proponiamo che tutti gli interventi futuri devono essere avvalorati da seri studi scientifici pluridisciplinari (geologico, ingegneristico, botanico, zoologico ed ecologico). La pulizia del litorale deve essere eseguita senza lutilizzo di mezzi meccanici. Le spiagge devono essere fornite di un alto numero di contenitori gettarifiuti che devono essere quotidianamente svuotati (vale soprattutto per il periodo estivo), inoltre le aree da adibire alla ricostituzione delle dune deve essere pulita a mano informando il personale del progetto ed evitando quindi di asportare anche elementi vegetali preziosissimi per il ripristino della duna che rappresenta lunico serio mezzo naturale di difesa del litorale (queste informazioni devono essere divulgate in maniera, opportuna tramite campagne di sensibilizzazione, ai residenti e turisti).
Fig. 3 Esempio di pulizia meccanica della spiaggia. Si nota bene che oltre ai rifiuti vengono eliminati anche i preziosi elementi vegetali della duna embrionale.
Fig. 4 Linstallazione di cartelli informativi e percorsi obbligati garantisce una corretta protezione della duna. Modalità di ricostituzione della vegetazione dunale e conclusioni: Il metodo migliore per ricostituire la duna consiste nel lasciare alla natura il suo decorso. Considerato, però, che i tempi che ci offre la natura sono molto lunghi si è pensato di favorire i processi naturali senza alterare eccessivamente le condizioni ecologiche dei luoghi. La proposta consiste nel mettere a dimora specie psammofile come lo sparto pungente (Ammophila arenaria) o la gramigna delle spiagge (Agropyron junceum) che sono specie endemiche ed eccellenti fissatori della sabbia alzata dal vento. Queste piante devono essere poste in file disposte perpendicolarmente alla direzione del vento dominante (vedi fig. 5). Perché il restauro della duna sia più veloce ed efficace si devono utilizzare degli ostacoli artificiali atti ad attutire la velocità del vento almeno per i primi tempi, così da consentire unalta percentuale di insediamento delle piante. Queste protezioni possono essere realizzate con basse cannucciate tese tra vari picchetti in legno. Importante, come dicevamo prima, nella fase di ricostituzione della duna lattività di educazione dei residenti e turisti ponendo pannelli informativi e distribuendo materiale divulgativo circa il progetto che si sta realizzando.
Fig. 5 Schema di ricostituzione della duna pioniera. Le frecce in alto indicano la direzione del vento dominante che proviene dal mare. |