5 GIUGNO 2002, GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE

Il WWF prende le Impronte (Ecologiche) alle Nazioni

Meno di tre mesi al Summit di Johannesburg

Un cittadino italiano occupa una superficie di pianeta pari a 8 campi di calcio, un cittadino americano arriva a "invadere" 18 campi di calcio, al contrario di un cittadino eritreo che occupa solamente 0,35 ettari, metà campo di calcio.

Questi i dati sull' "impronta ecologica" proposti dal WWF in occasione della giornata mondiale dell'ambiente proclamata per il 5 giugno dall'Unep, il Programma ONU per l'Ambiente.

Dallo studio del WWF risulta chiaro che il consumo di "capitale naturale", che sta minando le basi stesse della sopravvivenza della specie umana, avviene a discapito dei Paesi più poveri. Gli attuali stili di vita dei Paesi ricchi sono infatti tali solo perché i Paesi più poveri compensano, con i loro bassissimi consumi, la richiesta di capitale naturale. L'ingiustizia di questa situazione appare in tutta la sua evidente drammaticità imponendo radicali cambiamenti nei comportamenti di tutti.

Un messaggio lanciato a meno di tre mesi dal Summit sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg, in Sud Africa (26 agosto - 4 Settembre), nel quale si imporranno scelte epocali per risolvere il problema della povertà arrestando, nel contempo, il degrado del Pianeta:i lavori negoziali preparatori, però, dimostrano palesemente quanto la risposta politica sia inadeguata.

L'impronta ecologica rappresenta la superficie necessaria per produrre un bene, per utilizzarlo e per smaltirlo (se rifiuto), in altre parole misura la quantità di natura (espressa in ettari pro-capite anno) che utilizziamo.
Il calcolo dell'impronta ecologica consente di conoscere la superficie di pianeta utilizzata da ciascuno di noi ogni anno in base alle proprie abitudini e consumi: naturalmente in realtà l'impronta non coincide con un territorio definito essendo territori e risorse usate dalla maggior parte dell'umanità distribuiti su tutta la superficie del pianeta.
Nel "Living Planet Index 2000" il WWF ha fatto una vera e propria classifica dell'impronta, cioè dell'impatto di tutti i Paesi del mondo.

Il Nord America risulta essere la regione a maggiore impronta ecologica (11,77 ettari/ pro-capite).
In particolare l'impronta ecologica degli Stati Uniti è pari a 12,22
ettari/pro-capite mentre quella del Canada risulta essere di 7,66
ettari/pro-capite.
Segue l'Europa Occidentale che registra un'impronta ecologica di 6,28 ettari/pro-capite.
Tra le nazioni europee Danimarca e Finlandia sono quelle a maggiore impatto ambientale (rispettivamente 9,88 e 8,45 ettari pro-capite). Al secondo posto Svezia e Francia con un'impronta ecologica sui 7,5 ettari pro-capite, seguite da Norvegia, Svizzera, Regno Unito e Germania che registrano un'impronta ecologica sui 6,5 ettari/pro-capite.
Italia, Grecia, Spagna, Austria, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo vanno un po' meglio, pur attestandosi tra i primi, con un'impronta ecologica che oscilla sui 5,5 ettari pro-capite.

 

 

Nella classifica dell'impronta ecologica planetaria, dopo l'Europa
occidentale si posiziona l'Europa Centrale e Orientale (con un'impronta ecologica di 4,89/ettari pro-capite) seguita da Medio Oriente e Asia Centrale(con un'impronta ecologica pari a 2,73 ettari pro-capite).

Si noti che in Medio Oriente è presente il Paese a più elevata impronta ecologica del mondo, registrando gli Emirati Arabi un'impronta ecologica di  ben 15,99 ettari pro-capite.

Al quinto posto troviamo l'America Latina e Carabi (con un'impronta ecologica di 2,46 ettari/pro-capite). In America Latina le nazioni a maggior impatto ambientale risultano essere l'Uruguay e l'Argentina (rispettivamente 4,91 e 3,79 ettari pro-capite), mentre quella a minor impatto ambientale risulta essere Haiti (0,78 ettari/pro-capite).

Al sesto posto troviamo la Regione Asiatico-Pacifica con un'impronta ecologica media di 1,78 ettari/pro-capite anche se si registrano evidenti disparità.
Singapore, Nuova Zelanda e Australia si distaccano registrando un'impronta ecologica rispettivamente di 12,35; 9,54 e 8,49 ettari/pro-capite (si noti l'impronta ecologica di Singapore che è addirittura pari a quella degli Stati Uniti).
Segue Hong Kong che, a differenza del resto della Cina, registra un'impronta ecologica di 7,14, il Giappone che registra un'impronta ecologica di 5,94 ettari/pro-capite e la Corea del Sud la cui impronta ecologica è di 5,60 ettari/pro-capite.

Paesi come il Bangladesh, la Cina, l'India, l'Indonesia e il Pakistan si assestano invece su un'impronta ecologica che oscilla tra 0,5 e 2 ettari/pro-capite.

Infine l'Africa risulta essere il continente con una minore impronta ecologica (si è stimata una media di 1,33 ettari pro-capite). Tranne la Libia che si distacca registrando un'impronta ecologica di 4,36 ettari pro-capite, tutti gli altri paesi sembrano assestarsi su di un ettaro pro-capite.
In particolare
l'Eritrea risulta essere il paese a minore impronta ecologica del mondo (0,35 ettari/pro-capite).
 

Il concetto di impronta ecologica è molto innovativo, e si sta affermando a livello mondiale in quanto permette di quantificare il nostro impatto sul pianeta e di conseguenza fornisce un punto di partenza per poter andare verso una maggiore sostenibilità.



 

 

 

 

Dibattito-confronto tra i candidati a Sindaco di Aversa

 

Il WWF, sezione di Aversa, ha organizzato per il giorno sabato 11 maggio 2002 alle ore 18,00 un pubblico dibattito-confronto tra tutti i candidati a Sindaco della città di Aversa, sul tema; AMBIENTE E VIVIBILITA'. L'incontro si terrà presso l'aula magna della Facoltà di ingegneria di Aversa. L'incontro sarà moderato da Alessandro Gatto (consigliere regionale WWF Campania).

Il WWF intende sottoporre pubblicamente ai candidati a Sindaco di Aversa, le principali questioni scottanti in tema di ecologia urbana e sviluppo sostenibile della nostra città.

Innanzitutto auspichiamo che lo sviluppo sostenibile di Aversa non rimanga un facile slogan da spendere solo in campagna elettorale o in qualsiasi altra forma demagogica.

Lo sviluppo sostenibile di una città come Aversa, per noi del WWF, significa prioritariamente adempiere ai dettami dell'Agenda 21, ossia di quel protocollo di iniziative da attuare a livello locale prima che regionale, nazionale e globale per salvaguardare il nostro ambiente.

Quindi lotta ad ogni forma di inquinamento locale e promozione ai massimi livelli delle aree verdi.

Solo con moltissime aree verdi si può bilanciare l'enorme quantità di inquinamento gassoso che una città produce.

Un passaggio quindi su trasporti, viabilità e sulla spesa energetica è fondamentale. Ovviamente non si può tralasciare il pesante problema dei rifiuti, che assume varie connotazioni: dalla riduzione, alla raccolta differenziata; dalla gestione complessiva del sistema di ramazza e trasporto alla bonifica dei siti (che spesso sono di periferia) inquinati da rifiuti speciali ed a volte anche tossici per la salute umana.

In ultima analisi, ma non per ordine di importanza, risiede il PRG (Piano Regolatore Generale) con tutti i problemi di espansione incontrollata della città che si sono avuti proprio negli ultimi anni a causa della mancanza del suddetto fondamentale strumento urbanistico.

Sarà, dunque, un momento di confronto ove tutti e cinque i candidati a Sindaco avranno l'opportunità di spiegare alla cittadinanza come e quando riusciranno a migliorare la qualità della vita di Aversa.

 

 
 

 

IL WWF CHIEDE PIU' VERDE NELLE NUOVE PERIFERIE DI AVERSA

 

    Nel Comune di Aversa, dopo il "saccheggio" degli ultimi spazi verdi, a seguito del breve periodo di "riesumazione" del vecchio Piano di Fabbricazione, stiamo per assistere anche al "saccheggio" degli standards urbanistici. A questi ultimi saccheggi noi del WWF crediamo che si possa ancora porre rimedio.

    E' diventata un' abitudine diffusa per molti costruttori di dare al Comune, solo sulla carta, dei pezzi di terreno (standards) quali "oneri di urbanizzazione". Infatti, già nel corso della realizzazione dei fabbricati, vengono presi tutti gli accorgimenti atti a riprendersi i terreni ceduti al Comune, aprendo  abusivamente dei varchi lungo i muri di confine con gli standards, in modo da potervi accedere indisturbati per recintarli un po' alla volta, acquisendoli di fatto al "patrimonio privato" e sottraendoli così ai cittadini.

    Perché non si dà l'incarico a tecnici del Comune, o a professionisti esterni (con la supervisione delle associazioni ambientaliste), di censire tutti gli standards acqusiti nei vari anni e verificare se fanno ancora parte del patrimonio comunale o hanno cambiato destinazione? Il lavoro è indispensabile per poter consentire  le verifiche successive e accorgersi, probabilmente, che alcuni standars sono "scomparsi" anche dal Piano Regolatore Generale vigente.

    Eppure Aversa ha bisogno di verde pubblico, di parcheggi, di aree attrezzate con viali alberati, panchine per anziani e giochi per bambini, tutti insediamenti possibili utilizzando con raziocinio i citati standards,  sottraendoli  ai privati che li detengono abusivamente. Nella zona di espansione urbana della città, tra il Palazzetto dello sport, Viale Michelangelo e  la zona di Costantinopoli sono sorti numerosissimi edifici e non esiste nessun  parco di verde pubblico dove i cittadini possano ossigenarsi per sfuggire all'inquinamento atmosferico sempre più crescente dovuto al traffico e allo smog. Sulla base di dette esigenze, che riteniamo di primaria importanza in quanto consentirebbero una vita migliore e più salubre  per tutti i cittadini, il WWF chiede al COMMISSARIO PREFETTIZIO di Aversa che venga adibito a parco pubblico attrezzato esclusivamente a verde il terreno attualmente in corso di bonifica e spianamento sito in Via Michelangelo (già oggetto di nostre passate denunce alla Magistratura a causa della presenza di  discariche abusive di rifiuti), costituito dall'assemblaggio di più standars di cui alle Concessioni  nn.1-4-5/96 e n.5/97, . Una volta completati i lavori di bonifica in corso,  trattandosi di un terreno ampio e disponibile ubicato come sopra accennato in una zona di espansione urbana priva di verde pubblico,  il WWF rinnova la richiesta di creare un parco di verde  attrezzato, con  giardini e viali alberati per ossigenare l'aria!!!

Francesca Tucci (Responsabile del WWF Aversa)

Alessandro Gatto (Consigliere regionale del WWF Campania)

 

 

La globalizzazione: 

breve relazione del corso  del 10-11 novembre 2001 a Sant’Agnello (NA)

 

di Giacomo D’Alterio

Oggi la popolazione mondiale è di 6 miliardi e 120 milioni di abitanti, secondo stime di esperti statunitensi del settore demografico la popolazione mondiale aumenterà fino ad arrivare a 9,2 miliardi di persone nel 2050, a quest’aumento demografico dovrà corrispondere un aumento dello sfruttamento delle risorse naturali ed economiche. Ci si chiede se questo sarà possibile. Negli ultimi cinquant’anni l’utilizzo di tali risorse è già notevolmente aumentato. Basti pensare che il numero degli autoveicoli sul pianeta è aumentato fino a superare il mezzo miliardo.

L’obiettivo strategico del WWF è quindi quello di promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso la riduzione dei consumi, puntando su sei temi chiave:

  1. le foreste;
  2. le coste e gli oceani;
  3. le specie in via d’estinzione;
  4. il cambiamento climatico;
  5. le acque potabili interne;
  6. i veleni tossici.

Gli strumenti per attuare quest’obiettivo ad ampio raggio d’azione sono principalmente due:

  1. le aree protette rappresentative;
  2. la certificazione di almeno 25 milioni di ettari di foreste ben gestite o di aree marine.

Il WWF si pone, inoltre, l’obiettivo di individuare 200 eco regioni suddivise in sub eco regioni.

Le eco regioni sono aree di terra o di acqua dove convivono insieme molte specie in diverse condizioni ambientali.

Per realizzare, tutto ciò, l’associazione pone l’attenzione su due approcci strategici:

  1. la realizzazione di programmi orientati;
  2. l’azione sull’ecologia.

Utilizzando i seguenti strumenti:

  1. partnerships;
  2. campagne e comunicazione;
  3. pressione politica;
  4. individuazione di aree protette;
  5. educazione ambientale;
  6. utilizzo di strutture locali (sezioni, gruppi attivi, ecc.).

Il WWF cerca di individuare nuovi indicatori di benessere rispetto a quelli già conosciuti e presi in considerazione come:

  1. il PIL, prodotto interno lordo, che rappresenta l’indicatore di ricchezza di una nazione;
  2. il tasso di inflazione;
  3. il tasso di disoccupazione.

L’obiettivo politico costante dell’associazione è quello di sovvertire l’opinione diffusa che questi indicatori possono da soli indicare il livello di benessere di un Paese. Il WWF, invece, cerca di puntare l’attenzione su un altro indicatore, la cosiddetta impronta ecologica, che non è altro che la capacità di carico dell’ambiente rispetto alla presenza degli uomini presenti sul pianeta, in realtà la capacità di carico è aumentata a partire dal 1961 ed ha superato la capacità biologica della terra dal 1975.

Ora ci si chiede se tutta la popolazione mondiale avrà effetti economici positivi dalla globalizzazione, che è l’internazionalizzazione dell’economia mondiale. La risposta è no. La globalizzazione ha portato 400 multinazionali ha raggiungere questi risultati:

     

  1. 1/3 della produzione economica mondiale;
  2. controllo più del 65% del mercato mondiale;
  3. 72 milioni di dipendenti;
  4. di cui 12 milioni di lavoratori nei paesi in via di sviluppo;
  5. riduzione del potere politico delle nazioni;
  6. notevole aumento del potere economico delle multinazionali.

Il fenomeno più importante, che si è verificato negli ultimi anni, è stato rispetto al passato, che un aumento della tecnologia utilizzata, ha provocato come effetto principale una riduzione dei posti di lavoro, infatti l’automazione e la robotica hanno ridotto i posti di lavoro nel settore industriale, così come i computer hanno ridotto l’occupazione nel terziario. Quest’effetto si è verificato anche nell’agricoltura, dove il fenomeno dello sviluppo delle coltivazioni intensive grazie alle macchine agricole ha provocato la riduzione degli addetti del settore. In passato, ciò non accadeva, infatti, l’invenzione di un nuovo prodotto procurava nuovi posti di lavoro, vedi la diffusione dell’automobile.

COMUNICATO STAMPA      

 

No del WWF all'Inceneritore di S. MARIA LA FOSSA

Il WWF esprime il suo netto dissenso alla localizzazione di un inceneritore di rifiuti nel comune di S. Maria La Fossa (A DUE PASSI DA CASAL DI PRINCIPE E DALL'AGRO AVERSANO). Non è possibile - dichiara Alessandro Gatto, consigliere regionale del WWF Campania - che qualsiasi impianto di smaltimento di rifiuti si localizzi sempre e soltanto nell'agro aversano o nelle immediate vicinanze di esso (stiamo pensando non solo all'inceneritore di S. Maria La Fossa ma anche le discariche di Giugliano (praticamente a Parete), gli impianti di Caivano (non molto distante dall'area atellana) e così via dicendo). Il problema dei rifiuti in Italia - spiegano Alessandro Gatto e Francesca Tucci, neo responsabile locale del WWF - e soprattutto in Campania ha assunto negli ultimi anni proporzioni tali da diventare uno dei maggiori problemi, non solo di tipo ecologico e sanitario ma anche una fonte di preoccupazione sociale. Le scelte fatte dalla classe dirigente della Campania, in tutti questi anni, non hanno portato ancora ad una definitiva quanto rassicurante soluzione del problema. L’ecologia e la protezione dell’ambiente solo negli ultimi anni hanno assunto quell’importanza che meritavano. Il WWF da sempre ha sentito il problema e da sempre sta tentando di suggerire agli Amministratori della "Cosa Pubblica" la soluzione più "indolore" possibile per il migliore sistema di gestione dello smaltimento dei rifiuti. E’ opportuno, in questa sede, aprire anche una breve parentesi sull’incenerimento dei rifiuti. Pur non presentando posizioni preconcette nei confronti di tale tipologia di smaltimento il WWF esprime un netto dissenso al massiccio utilizzo di impianti di incenerimento dei rifiuti che poco e male si concilia con il discorso sulla raccolta differenziata "spinta" da noi proposta. Per meglio chiarire le motivazioni della scelta di tale linea strategica è indispensabile capire quali sono i problemi ambientali collegati e collegabili agli inceneritori dei rifiuti. Le tecnologie dell’incenerimento sono essenzialmente tre: forni a tamburo rotante, a griglia e a letto fluido; con camera di post combustione e temperature elevate (800° – 1000° C), sufficiente adduzione di ossigeno. Il processo di ossidazione del CDR (combustibile derivato dai rifiuti), data la sua eterogeneità, nonostante l’aumento del rendimento degli impianti più moderni, non è mai completo. Di conseguenza i "fumi" possono contenere ossidi di carbonio (CO2 e CO), ossidi di azoto (Nox), ossidi di zolfo, idrocarburi, scorie solide (particolati), buona percentuale di silicati, ossidi di metalli, ossidi di calcio e magnesio, percentuali diverse di metalli pesanti, nonché vari tipi di diossine e furani. Possiamo concludere che non esistono impianti affidabili e che in ogni caso tali impianti saranno sempre oggetto di controversie sociali dettati, giustamente, da "sindromi di rigetto" da parte delle popolazioni locali. Inoltre non si può dimenticare che gli inceneritori non sono la soluzione per uscire definitivamente dal problema delle discariche perché il CDR (combustibile derivato dai rifiuti opportunamente selezionato e compattato in specifici impianti) non rappresenta tutti i rifiuti solidi urbani ma solo la percentuale che ha un buon potere calorifico (plastiche, legno, carta e cartoni, e tutti gli altri rifiuti che hanno un basso contenuto di acqua e che si inceneriscono con facilità) e perché il CDR produce, a sua volta, delle ceneri molto pericolose (oltre ai gas suddetti) che devono essere smaltite in discariche specializzate. Il WWF propone, dunque, di puntare sulla promozione, innanzitutto, su politiche di riduzione del consumo dei rifiuti, incentivando stili di vita intelligenti (ad esempio vuoto a rendere dei contenitori per acqua e alimenti); di ridurre al minimo possibile il numero di inceneritori, incentivando, al contempo, fortemente la raccolta differenziata di tutti i rifiuti domestici (plastiche, vetro, alluminio, organico, carta-cartoni-stracci, legno, metalli, farmaci scaduti, pile esaurite, oli da cucina esausti, ecc.) ed industriali. E' indispensabile che il cittadino rispettoso dell'ambiente adotti il sistema delle 4 R proposto dal WWF. Questo sistema delle 4R (Riduci, Ripara, Riusa, Ricicla) è la proposta operativa per combattere il maledetto CONSUMISMO, la vera causa dei tanti mali della nostra società, non solo di natura ambientale. La proposta delle 4 R è rivolta un po' a tutti noi per far cambiare il nostro stile di vita entrando in un'ottica di risparmio di tutte le risorse della terra. 

 

COMUNICATO STAMPA  

 

Grande plauso del WWF al Comune di S. ARPINO per la raccolta differenziata .

"E' UN ESEMPIO CHE DOVREBBE ESSERE SEGUITO DA TUTTI I COMUNI DELL'AGRO AVERSANO".

Il WWF esprime grande soddisfazione per l'esperimento sulla raccolta differenziata messo in atto dal Comune di S. Arpino - dichiara Alessandro Gatto, consigliere regionale dell'associazione ambientalista. E questo impegno ecologico del Sindaco Giuseppe Dell'Aversana e del comune di S. Arpino da lui diretto - continuano Alessandro Gatto e Francesca Tucci, neoresponsabile locale del WWF, deve essere preso quale esempio virtuoso da tutti i comuni dell'agro aversano. Già in passato il comune di S. Arpino si è particolarmente distinto per l'interesse ambientalista della sua Amministrazione, ricordiamo l'impegno per la promozione dell'energia solare ed alternativa, la frequente alberazione di luoghi pubblici della città e così via dicendo. Il WWF si augura che questa positiva tendenza sia sempre più amplificata a S. Arpino e che serva da esempio per altri Amministratori dei comuni dell'agro aversano. Il WWF propone di puntare principalmente su politiche di riduzione del consumo dei rifiuti, incentivando stili di vita intelligenti (ad esempio vuoto a rendere dei contenitori per acqua e alimenti); di ridurre al minimo possibile il numero di inceneritori, incentivando, al contempo, fortemente la raccolta differenziata di tutti i rifiuti domestici (plastiche, vetro, alluminio, organico, carta-cartoni-stracci, legno, metalli, farmaci scaduti, pile esaurite, oli da cucina esausti, ecc.) ed industriali. Le Amministrazioni comunali in Italia ed anche in Campania stanno proponendo alle proprie cittadinanze il sistema della raccolta differenziata per tentare di arginare il problema dei rifiuti che negli ultimi anni ha assunto proporzioni spaventose per lo stato di continua emergenza delle discariche e dell'abusivismo incontrollato che esiste soprattutto nelle nostre zone. In primo luogo il WWF esorta la cittadinanza a prestare attenzione alle nuove proposte di smaltimento differenziato dei rifiuti, invitando tutti i cittadini a gettare i rifiuti negli appositi contenitori dopo averli adeguatamente separati. Oltre questo è importante che il cittadino rispettoso dell'ambiente adotti il sistema delle 4 R, proposto dal WWF. Questo sistema delle 4R (Riduci, Ripara, Riusa, Ricicla), riassunto nelle parole in parentesi che iniziano sempre con la lettera R, è la proposta operativa per combattere il maledetto CONSUMISMO, la vera causa dei tanti mali della nostra società, non solo di natura ambientale. La proposta delle 4 R è rivolta un po' a tutti noi per far cambiare il nostro stile di vita entrando in un'ottica di risparmio di tutte le risorse della terra. La vera battaglia, per migliorare il nostro futuro, è proprio quella che va contro il modello di sviluppo consumistico che ci è stato imposto dalle grandi leggi dell'economia mondiale. Le 4 R diventano, quindi, un'alternativa concreta per combattere il consumismo! 

 

Finalmente approvato, ad Aversa, il piano per l'energia solare. 

Congratulazioni del WWF !

 
Grande soddisfazione del WWF per l'avvenuta approvazione, in Consiglio Comunale ad Aversa, del piano per favorire l'utilizzo dell'energia solare.
Qualche mese fa - dichiara Alessandro Gatto, Responsabile locale del WWF - proponemmo a varie Amministrazioni comunali dell'agro aversano e del litorale domizio, tra cui anche al Comune di Aversa, il nostro "Progetto Solare", ossia un vademecum propositivo per favorire la promozione delle energie alternative provenienti da fonti rinnovabili, tra cui figura l'energia fotovoltaica e solare termica.
Oggi - continua Alessandro Gatto - vediamo finalmente ad Aversa il concretizzarsi di questo nostro progetto-proposta che può rappresentare senz'altro un esempio da seguire per tutti i comuni che intendono fare qualcosa di concreto per la salvaguardia ambientale.
C'è da ricordare, però, che anche il Comune di S. Arpino si trova in una fase operativa del progetto, in quanto già diversi mesi fa il Sindaco Dell'Aversana approvò in Giunta una delibera che prevedeva un capitolo di spesa per la messa in opera di tetti fotovoltaici sulla scuola media del paese.
In ogni caso queste sono azioni lodevoli e devono essere sempre più sostenute dai nostri amministratori locali, perchè solo in questo modo si può arginare il problema dell'aumento dell'effetto serra del pianeta e la drastica diminuzione dell'inquinamento atmosferico. Lo stesso Prof. Carlo Rubbia, Presidente dell'ENEA, dice che "...la nostra prospettiva futura deve essere di arrivare entro il 2020 a produrre, con l'energia solare, la stessa quantità di energia che la Francia produce con il nucleare..."
Infine - conclude Gatto - chiediamo al Comune di Aversa di spiegare operativamento come un singolo cittadino o un condominio possono accedere al finanziamento statale per la realizzazione di questi pannelli solari, attraverso manifesti pubblici, comunicati stampa più dettagliati, convegni pubblici e quant'altro possa servire per diffonder il più possibile quest'importante novità.

 

 

16/05/2001

Finalmente 

l'abbattimento dell prima Torre di PinetaMare

 
Il WWF esprime grande soddisfazione per l'abbattimento della prima torre di Pinetamare avvenuto oggi, 16/05/2001 alle ore 16,00
Questo il commento "a caldo" di Alessandro Gatto del WWF dopo aver assistito all'abbattimento della prima torre occidentale del famigerato Villaggio Coppola - Pinetamare.
Noi del WWF - continua Alessandro Gatto - auspichiamo che si proceda all'abbattimento delle restanti sette torri, e di tutto ciò che si può abbattere, il più presto possibile.
Per quanto riguarda i vari progetti di "riqualificazione" dell'area il WWF chiede che si lasci finalmente il giusto spazio alla natura, e cioè alle dune con la caratteristica vegetazione mediterranea ricca di biodiversità e alla vegetazione igrofila degli stagni retrodunali che esistono in zona.
Altri progetti di riqualificazione, che non tengano conto dello sviluppo sostenibile della zona, sono da escludere!
Solo con la seria rinaturalizzazione questa fetta di litorale campano - continua Alessandro Gatto - potrà riscoprire il piacere di un turismo di qualità e non più legato al mordi e fuggi o allo sfruttamento del territorio.
Nelle conclusioni del nostro libro su Ischitella Pinetamare (già diffuso alla stampa) abbiamo evidenziato come operativamente si possono mettere in essere una serie di iniziative tese alla protezione ed alla seria valorizzazione degli ecosistemi del litorale domizio. Ad esempio - conclude Gatto - si possono prevedere delle operazioni di rinaturalizzazione mirata delle dune e della macchia mediterranea. Vi sono consigli su come effettuare il ripascimento della sabbia nelle zone erose. Tanti altri consigli e progetti del WWF sono pronti per essere solo realizzati, solo se le Autorità vorranno prestarci attenzione

Aversa, 26/04/2000

Prot. n. 22/01/Sd

La presenza dell’amianto negli edifici, nei treni, nelle navi,nelle automobili, in alcune fabbriche e così via è un problema ancora tutto da risolvere.

Anche nell’agro aversano, così come già denunciato, in passato, dal WWF, - spiega Alessandro Gatto, Responsabile locale del WWF - vi sono parecchi siti contaminati da questo cancerogeno materiale.

Fino a quando l’amianto viene contenuto all’interno di strutture non esposte alle intemperie ed all’usura questo non rappresenta un grosso rischio di inquinamento atmosferico. Quando, però, lo si lascia abbandonato o, peggio ancora, vengono rimosse le parti che contengono il pericoloso materiale da personale non specializzato, allora i rischi per la salute pubblica aumentano spaventosamente. L’ultimo caso del genere ci fu quando, un po’ di mesi fa, si rimossero delle coperture in "eternit" dagli stabilimenti dell’ex fabbrica di Ciardulli posta di fronte all’Ospedale "Moscati" di Aversa e nelle adiacenze di alcuni edifici scolastici. In quel caso, considerato che gli operai non erano certo degli specialisti delle bonifiche dei siti inquinati dall’amianto, si registrarono per un breve periodo dei livelli di concentrazione di microfibre di amianto molto preoccupanti. In quel caso subito si scatenò, giustamente, un movimento scolastico di protesta, al quale si aggiunsero associazioni e gruppi organizzati, tra i quali anche il WWF, che in corteo si spinsero fino al Municipio di Aversa per avere un incontro con il Sindaco Golia che promise di interessarsi del caso. A distanza di svariati mesi dall’evento chiediamo – continua Alessandro Gatto - al Sindaco di Aversa, dott. Gennaro Golia cosa si è fatto per la soluzione di quel problema e cosa si intende fare per la messa in sicurezza e la bonifica di tutti i siti della città di Aversa (come ad esempio l’ex deposito degli autobus di piazza Crispi) inquinati dalla presenza dell’amianto?

Altro caso molto pericoloso di presenza dell’amianto è quello dell’ex fabbrica "SEPMA" di Carinaro, posta nella zona industriale "Aversa Nord". In quel sito c’erano oltre 800 quintali di rifiuti di amianto provenienti dalla lavorazione di alcune componenti delle automobili che venivano realizzate in quell’industria. Anche per il caso "SEPMA" chiediamo al Sindaco di Carinaro cosa è stato fatto per la messa in sicurezza e la bonifica definitiva del sito inquinato?

Certamente vi sono, nell’agro aversano e non solo, tanti altri siti dove si trova l’amianto ma quelli fin qui citati meritano la priorità assoluta in quanto sono già diversi anni che li stiamo segnalando all’attenzione delle Autorità preposte alla soluzione del problema e – conclude Alessandro Gatto – noi del WWF continueremo a fare l’adeguata pressione per la soluzione di tutti i problemi ambientali fini a quando non li vedremo risolti.

Le mani sulla citta

Aversa, 25/01/2001

Prot. n° 04/01/Sd

Le "Mani sulla Città" – dichiara Alessandro Gatto, Responsabile locale del WWF – è il titolo di un bellissimo film, tanto caro a noi ambientalisti, di Francesco Rosi del 1963 che denunciava il fenomeno della speculazione edilizia attraverso gli intrecci e gli intrighi tra la politica e gli "affaristi". Un film che potrebbe tranquillamente rappresentare la vicenda urbanistica di Aversa che trova il culmine negli oltre 12 anni trascorsi per adottare un piano che ancora non c’è. Invitiamo il Sindaco, la giunta, i consiglieri comunali e tutti gli interessati a vedere questo film (se ci pervengono le richieste lo proietteremo in qualche sala cinematografica di Aversa), senza riferimento a nessuno ovviamente. Questo tanto per introdurre il "Caso PRG" di Aversa. Il fantomatico Piano Regolatore Generale che nessuno vuole anche se tutti dicono il volerlo. Il nuovo, ennesimo, professore universitario chiamato alla stesura dello strumento urbanistico è VITTORINI. Ad un incontro con il professore suddetto – continua Alessandro Gatto – con le forze sociali della città (con il piano già bello e pronto da "calare" sul territorio) fu rivolta, dal WWF, una domanda precisa sulla sostenibilità del piano. Cioè quanto fosse "ecologico" il lavoro da lui svolto. Le assicurazioni sulla ecocompatibilità dello strumento urbanistico non si fecero attendere. Le sue parole erano chiaramente rassicuranti in merito. Non vi era alcun dubbio il prof. Vittorini, a sentirlo, aveva fatto un ottimo lavoro, non fosse altro per gli ennesimi centinaia di milioni di lire che la collettività gli ha pagato. Ma il WWF contesta, tanto per cominciare, l’area denominata con la lettera "L", proprio dietro l’ippodromo. In passato in quella zona si voleva fare il centro direzionale (all’epoca la lettera era "G", ma la sostanza era sempre: CEMENTIFICAZIONE). Oggi l’area edificabile si è ristretta, forse anche grazie alle nostre osservazioni tecniche fatte sia nel 1995, sia nel 1997. Poco o nulla è cambiato: lì dietro, sull’ultimo pezzo di campagna aversana, sull’ultimo tratto veramente verde di Aversa, si vorrebbe realizzare un COMPLESSO ALBERGHIERO. Ma perché non si pensa di andare a riconquistare sul serio il centro storico? Costa di più? Noi del WWF pensiamo che valga di più la salute dei cittadini, perché quell’area rappresenta una valvola ecologica di sfogo dell’inquinamento urbano. E l’ex campo profughi, oggi parco pubblico. Che ne sarà di esso visto e considerato che sulle tavole non compare nelle aree verdi e solo verdi? Ormai l’edilizia aversana – conclude Gatto – deve ritornare solo ed esclusivamente al centro storico, SENZA AUMENTI DI VOLUMETRIA (chiediamo lo 0 % di aumento sulle ricostruzioni incentro), rivalutando gli edifici pubblici e privati e null’altro!

Aversa, 12/01/2001

Prot. n° 01/01/Sd

Il WWF lancia un appello al Sindaco di Aversa: aumentare il numero degli alberi in città

Il WWF (Fondo Mondiale per la Natura) - spiega Alessandro Gatto, Responsabile locale dell’associazione ambientalista - si batte, da molto tempo ormai, per evitare che vengano devastate le foreste e gli ambienti naturali nella loro interezza e perché si incrementi il verde e le condizioni naturali all’interno delle grandi e piccole città.

Ma perché tutto ciò?

Perché il gruppo di ambientalisti volontari del WWF di Aversa da 10 anni a questa parte combattono in nome di uno slogan "VITA: PIU’ NATURA E MENO CEMENTO ED INQUINAMENTO" ?

La risposta è semplice e diretta: per migliorare la qualità della vita di tutti gli aversani, per rendere più umana la nostra esistenza, per garantire il diritto alla salute pubblica dei cittadini di oggi e di quelli futuri. Tutti dovrebbero battersi per migliorare la vivibilità urbana ed extraurbana (c’è un collegamento inseparabile tra le città e gli ambienti naturali esterni alla stessa).

Tutti dovrebbero richiedere a gran voce – continua Gatto - anche un solo metro quadrato di verde in più ad Aversa e in tutti i paesi limitrofi. PER VINCERE L’INQUINAMENTO L’UNICA SOLUZIONE, OLTRE CHE ALLA RIDUZIONE DELLO STESSO, E’ IL VERDE, GLI ALBERI, GLI ARBUSTI, I PRATI, ECC.

Ecco perché preghiamo il Signor Sindaco, Dott. Gennaro Golia, di rispondere concretamente a questo appello, per combattere l’asfissia cittadina.

Basti pensare che una sola quercia (il leccio ad esempio) in più in una città riesce a produrre una quantità di ossigeno, durante le ore diurne, tale da soddisfare il fabbisogno respiratorio di almeno 10 bambini, assorbendo, al contempo, una quantità enorme di agenti inquinanti del traffico veicolare e dei riscaldamenti delle abitazioni. Un’altra funzione, tra le tantissime, degli alberi in città è quella di mitigare il problema dell’inquinamento acustico e di regolare il microclima, cioè quel clima localizzato in spazi geografici minimi quale può essere una città o addirittura un quartiere.

Ad Aversa esiste un grosso polmone di verde: l’ex campo profughi, oggi parco Pozzi. Quest’area potrebbe contenere un numero molto più elevato di piante ma non si riesce a capire qual è l’impedimento che fa si che non si proceda celermente in piantumazioni massicce nell’area. Altre aree sono rappresentate dagli standard a verde che purtroppo vengono considerate ancora come aree residuali e da taluni inutili (perché non c’è da guadagnare un bel niente sulle aree verdi).

IL WWF CHIEDE – conclude Alessandro Gatto – AL SINDACO DI AVERSA DI INCREMENTARE IN MANIERA SOSTANZIOSA IL NUMERO DEGLI ALBERI E DELLE AREE VERDI IN CITTA’ PER GARANTIRE LA SALVAGURDIA DELL’AMBIENTE URBANO E DELLA SALUTE PUBBLICA.

 

Lettera Aperta

AL SIGNOR SINDACO

DELLA CITTA’ DI AVERSA

Aversa, 12/03/2001

Prot. n° 15/01/Sm

Oggetto: osservazioni del WWF al Piano Regolatore Generale (PRG) di Aversa.

Principi fondamentali

Non vi è dubbio che un accurato studio di un PRG ci porta alla considerazione di numerosi fattori che influiscono sull’ecosistema urbano e sulla salubrità e funzionalità dell’abitato.

Elementi che rivestono, anche dal lato ecologico e sanitario, un interesse fondamentale nei PRG, di cui ogni buon tecnico del settore sicuramente già ne è a conoscenza, sono:

  • L’orientazione ed il tracciato delle vie.
  • L’azzonamento del suolo.
  • Le giuste proporzioni tra aree permeabili all’acqua meteorica e quelle impermeabili.
  • I tipi di fabbricazione edilizia.
  • Il verde cittadino (che ha un ruolo fondamentale per il riequilibrio ecologico).

Osservazioni

Dal tracciato delle vie prendono origine gli schemi planimetrici della città di Aversa, che inizialmente, nel centro storico, era "a ragnatela" ed oggi è invece prevalentemente una città lineare, cresciuta, però, in maniera confusa e disordinata, proprio per l’assenza di uno strumento urbanistico pianificatore.

Prevalentemente il territorio della città di Aversa è ricoperto da costruzioni. Se si confronta il rapporto estensione territoriale totale ed estensione territoriale edificata di Aversa con tutti i comuni dell’agro aversano, della Provincia di Caserta e Napoli, ci rendiamo conto subito come Aversa sia un "caso limite", ove la superficie coperta da edifici e strade rispetto alla superficie destinata a verde pubblico e suolo agricolo sia enormemente spostata verso la prima. Anche l’apertura di una sola piccola strada nuova o la perdita di una minima area verde in città risulterebbe davvero insostenibile.

Quindi il principio fondamentale che ispira queste osservazioni del WWF è proprio quello di destinare ad uso agricolo o di verde pubblico tutto il territorio non ancora edificato di Aversa. Chiariamo, inoltre, che alcune aree prese in considerazione dalle seguenti osservazioni ricadono nella competenza del Piano di Recupero del Centro Storico, quindi si rimanda anche all’osservazione dell’altro strumento urbanistico.

In particolare segnaliamo le seguenti osservazioni:

  1. Zona ubicata tra l’ospedale nuovo e le spalle dell’ippodromo: questa zona è inserita in un’area che deve diventare un unico Parco Naturale Urbano (con le uniche eccezioni dei territori destinati all’ampliamento della zona ospedaliera), risparmiando, ad esempio gli alberi preesistenti (le viti maritate, frutteti, ecc.), così da creare un Parco Rural-Monumentale, vista anche la presenza dei ruderi dell’antico Monastero dei frati Cappuccini (così come già viene previsto in parte). In altre parole il WWF chiede che tutto il territorio compreso dal viale Olimpico verso sud fino al confine con il territorio del Comune di Giugliano sia destinato a verde pubblico, denominando tale zona: "Parco dei Cappuccini". Inoltre è molto importante ricordare che questa zona rappresenta una "cintura di protezione" onde evitare la conurbazione con il Comune di Giugliano. Pertanto è da ritenersi del tutto inopportuna la destinazione d’uso per centri commerciali, residenziali, alberghieri o di qualsivoglia altra struttura edilizia in questo territorio. Infine chiediamo che le strade che attraversano questa zona devono essere notevolmente ridimensionate, considerato il fatto che esse dovranno rimanere esclusivamente pedonali e ciclabili.
  2. Lo stesso discorso precedentemente fatto per la cosiddetta "zona dei Cappuccini" deve valere anche per tutto il territorio ancora inedificato che insiste nelle adiacenze della strada via Nobel. Quindi si devono lasciare tutte le aree inedificate a zona agricola o verde pubblico.
  3. L’area di fronte all’ex macello (delimitata dalla via Corcione, via Tristano e via Colonna) deve rimanere inedificata per uso esplicito di verde pubblico (cioè sulle tavole deve comparire la dicitura VP).
  4. L’area posta sulla sinistra di via Cupa Scoppa (salendo) e proseguendo per via Ruta (sempre guardando a sinistra) deve essere destinata a verde pubblico.
  5. L’area di fronte la Chiesa di S. Teresa del Bambino Gesù (via Luca Giordano, definita area per attrezzature religiose - AR) deve essere definita ad uso verde pubblico.
  6. L’area posta sul retro della Chiesa di S. Teresa del Bambino Gesù deve essere definita area a verde pubblico e non AR.
  7. L’ultima area inedificata che esiste alla confluenza tra via S. Biagio e via Bisceglia (di fronte la Caritas Diocesana) deve essere destinata a verde pubblico per la realizzazione di un Parco Naturale Pubblico, vista la completa assenza di aree verdi in quella zona del cosiddetto "Borgo" di Aversa.
  8. L’intera area dell’ex campo profughi, oggi Parco Pubblico "S. Pozzi", deve essere definito solo ed esclusivamente verde pubblico.
  9. L’area del giardino dell’Istituto "Sagliano" deve essere destinata a verde pubblico o a verde privato.
  10. L’intera area dell’OPG dove esiste l’ex colonia agricola deve essere destinata ad area di pubblica utilità (una parte parcheggio pubblico ed una parte a verde pubblico).
  11. Tutta l’area non ancora edificata del complesso dell’Annunziata deve rimanere verde pubblico o privato.
  12. Il lotto di terreno che fa angolo tra viale Olimpico e via di Jasi deve essere destinato a verde pubblico.
  13. Abolizione della strada, da realizzare ex novo, che dovrebbe collegare via Ligabue al retro della Chiesa di S. Teresa del Bambino Gesù, poiché si tratterebbe di eliminare del prezioso verde privato.
  14. Per quanto riguarda le aree di parcheggio da realizzare in città si chiede di inserire nell’art. 62 delle norme tecniche d’attuazione di alberare fortemente (almeno una pianta per ogni posto auto) la zona da destinare a sosta pubblica o privata.
  15. Abbattimento del muro di via delle Acacie, per rendere percorribile al traffico pubblico e privato tale importante arteria cittadina, che offrirebbe un valido sfogo al traffico in quella zona.
  16. Inserire nell’art. 69, punto 1 delle norme tecniche d’attuazione l’utilizzo dei pannelli solari anche per tutta la pubblica illuminazione, per le scuole e per gli altri edifici pubblici.
  17. Tutta la zona alle spalle della stazione ferroviaria non ancora edificata deve rimanere area agricola o verde pubblico.
  18. In caso di abbattimento e ricostruzione in centro storico l’aumento della volumetria dell’edificio preesistente deve essere pari allo zero percentuale (0 %).

Per quanto sopra esposto la sezione locale del WWF chiede che le osservazioni al PRG di Aversa sopra esposte siano fatte proprie dalle SS.LL. ed inserite nelle norme di attuazione e nelle relative tavole dello strumento adottato. Grazie.

Distinti saluti,

Il Responsabile della sezione

Alessandro Gatto