La "missione" del WWF

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Rapporto Onr e Apat: prodotti 29 mln di tonnellate

 Rifiuti, il Sud ancora fanalino di coda

Solo il 2,4% di raccolta differenziata nel Sud Italia

 

Novembre 2002 - Pasquale Solano

Presentato a Roma il Rapporto rifiuti 2002, redatto dall’Osservatorio nazionale dei rifiuti del ministero dell’ambiente (Onr), assieme all’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat).

Dai dati emergono luci ed ombre sulla situazione in Italia monitorata nel 2000: sono stati prodotti 29 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, con una crescita , rispetto al ’99, del 2,1%.  Un incremento ridotto, comunque, se confrontato con il +5% registrato nel biennio ’98 – ’99. 

Malgrado il risultato positivo, però, il 62% dei rifiuti solidi urbani viene smaltito attraverso le discariche e il recupero energetico è fermo al 10%.

Nel 2000, come si legge nel Rapporto, circa 4 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (14,4% dell’intera produzione) sono stati raccolti in maniera differenziata.  Resta, però, il divario Nord-Sud: le regioni settentrionali, infatti, si avvicinano all’obiettivo fissato dalla legge Ronchi per il 2001, con una percentuale del 24,4%; il Centro compie un passo avanti attestandosi intorno all’11,4%, mentre il Sud, pur registrando un aumento rispetto al ’99, continua a presentare valori molto bassi: appena il 2,4%.

La forma di gestione dei rifiuti più diffusa continua ad essere lo smaltimento in discarica, sebbene il numero di impianti sia in diminuzione (da 786 del ’99 a 657 del 2000).

Riguardo all’incenerimento, c’è un aumento, rispetto al ’97, sia del numero degli impianti operativi, che della quota di rifiuti inceneriti, ma la percentuale rispetto al totale è ancora bassa in confronto ai livelli riscontrabili nei paesi dell’UE.

Incoraggiante il dato del settore compostaggio che rivela una crescita significativa: +47% rispetto al ’99 della quantità di rifiuti urbani trattati, +71% del numero degli impianti.

La quantità totale di imballaggi immessi sul mercato in Italia nel 2000 ammonta a circa 11 milioni di tonnellate, di cui 4,5 vengono recuperate. 

Per i rifiuti speciali, il sistema di contabilità è ancora insufficiente e, dunque, i dati relativi a essi sono ritenuti assolutamente sottostimati rispetto all’effettiva produzione.

Mentre il recupero e il riciclaggio delle batterie al piombo, secondo dati forniti dal Cobat, ha raggiunto il 96%, per un totale, nel 2001, di 1,7 milioni di tonnellate.

Il ministro dell’ambiente, Altero Matteoli, nel corso della presentazione del Rapporto, ha dichiarato: <<Bisogna avviare un ciclo virtuoso nella gestione dei rifiuti basato su tre passaggi: raccolta differenziata, recupero e riciclaggio, termovalorizzazione>>.  <<In questo sistema la discarica dovrà diventare marginale. Tutto ciò con un presupposto essenziale: trovare sbocco industriale ai materiali che provengono dalle raccolte differenziate>>.

Sarebbe ora che si passasse dalle parole ai fatti. Ma, purtroppo, gli enormi interessi che gravitano intorno al sistema dei rifiuti, portano a continuare in una situazione di emergenza e precarietà che, soprattutto al Sud, è diventata ormai cronica e ci costringe a detenere il triste primato del fanalino di coda del Paese (ndr).

 

 
 
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