Da qualche giorno siamo ritornati nel caos più completo per l'emergenza
dello smaltimento dei rifiuti in Campania a causa dell'esaurimento di
spazi dove stoccare le balle di CDR (combustibile derivato dai rifiuti) e
del FOS (frazione organica stabilizzata).
I dirigenti della Fibe e della struttura commissariale regionale si
trovano di nuovo in una situazione allarmante, senza che si possa
intravvedere una soluzione a breve termine.
La politica regionale ha puntato tutto sulla filiera CDR - Inceneritori
senza fare i conti con il territorio e i cittadini, che ora, giustamente,
si ribellano a qualsiasi forma di nuovo impianto per lo smaltimento dei
rifiuti, sia esso l'inceneritore, sia altri tipi di impianti meno
impattanti (vera sindrome di NIMBY=not in my back yard, cioè non nel mio
giardino).
Parlare della realizzazione di inceneritori in due territori già
ampiamente compromessi dal punto di vista ambientale, come Acerra (NA) e
S. Maria la Fossa (CE), appare paradossale ed ingiusto. Non si deve mai
dimenticare che Acerra e S. Maria la Fossa si trovano in un territorio
profondamente inquinato da una serie interminabile di aggressioni al
territorio ed alla natura. Con quale assurdo criterio sono state scelte
queste due aree ??? E in base a quale metodo di valutazione di impatto
ambientale sono stati previsti due enormi inceneritori ad una distanza di
pochi chilometri l'uno dall'altro e sempre sulla linea di confine delle
province di Napoli e Caserta ??? Per non parlare poi degli altri impianti
di CDR, discariche per il FOS ed altri siti di stoccaggio non meglio
definibili sono, per la maggior parte, tutti a Giugliano (NA), Caivano
(NA), S. Maria Capua Vetere (CE), Tufino (NA).
La situazione ora è diventata davvero insostenibile.