Le immagini viste in televisione e sui giornali del contenuto dei
cassonetti rovesciati dimostrano che essi contengono di tutto e di piu' e
che la raccolta differenziata non e', di fatto, praticata.
La drastica riduzione della produzione dei rifiuti e' l'unica soluzione
che si puo' adottare da subito secondo il WWF, per fronteggiare
l'emergenza rifiuti in Campania e «sperimentare» soluzioni alternative,
eppure nessuno ne parla, non esistono serie campagne di sensibilizzazione
e di educazione dei cittadini.
In Campania né i sindaci, né le istituzioni in genere, hanno avviato
iniziative di sensibilizzazione a favore della riduzione dei rifiuti, e
tantomeno campagne di educazione del pubblico approfittando degli enormi
spazi che i media stanno concedendo quotidianamente alla problematica.
La legge Ronchi (Dlg. 22/97) ha posto degli obiettivi minimi per la
raccolta differenziata (35% entro il 2003) che il nostro Paese è molto
lontano dal raggiungere. Secondo le statistiche di Federambiente, i
rifiuti prodotti finiscono per l'89% in discarica, per il 5% bruciati
negli inceneritori e per il 6% in altre forme di smaltimento.
Il WWF chiede che vengano adottate subito 3 soluzioni alternative
all'incenerimento e alla discarica che sono la causa dell'aumento della
produzione dei rifiuti che ha portato la Campania all'attuale gravissima
situazione di crisi:
- 1 - L'attuazione di una seria politica di prevenzione dei rifiuti con
provvedimenti incisivi per scoraggiare gli imballaggi e i vuoti a perdere;
- 2- L'avvio della raccolta differenziata porta a porta per le famiglie
delle frazioni organiche per la produzione di compost di qualità;
- 3 - L'immediata attuazione della tariffa e di altri strumenti efficaci
per incentivare le raccolte differenziate;
Gran parte dei materiali scartati è costituita da oggetti che nascono già
dalle fabbriche come rifiuti, gli imballaggi usa e getta come cartoni e
plastica, ma anche alluminio, poliaccoppiati, che durano poche ore o poche
settimane.
Il WWF lancia un proposta concreta per produrre meno scarti: bisogna
intervenire immediatamente in modo drastico sugli imballaggi delle merci e
sulla gestione degli scarti direttamente nei mercati generali, avviandoli
immediatamente al riciclaggio o al compostaggio: i cittadini non si
porterebbero a casa grandi quantità di materiali da gettare nella
spazzatura dopo pochi minuti. Si eliminerebbero a monte tonnellate e
tonnellate di rifiuti al giorno e, superata l'emergenza, le buone
abitudini potrebbero diventare una prassi.
Un'esperienza pilota condotta su 300 famiglie italiane dall'associazione
Bilanci di Giustizia, che ha portato alla riduzione della produzione di
rifiuti da 5 fino a 10 volte in pochi mesi, evitando overpackaging (le
merci piu' "imballate") e vuoti a perdere, e orientando spontaneamente le
proprie scelte di acquisto.
Questo dimostra che una politica di incentivi alla riduzione può avere
enormi prospettive di successo, secondo il WWF.
"All'estero sono state avviate serie politiche di riduzione degli scarti"
si legge nel dossier WWF "Obiettivo rifiuti zero", che hanno avuto
risultati sorprendenti, come in Germania, dove, a seguito del Decerto
Toepfer, nella provincia di Ebersberg in Baviera si e' arrivati a ridurre
ad un sesto il quantitativo di rifiuti prodotti, o nel distretto di
Alameda, in California, o a Canberra, in Australia, dove in dieci anni e'
stata dimezzata la quantità di rifiuti prodotti. In Svezia, ad
esempio, le bottiglie in PET vengono sterilizzate e riutilizzate dalle 20
alle 30 volte prima del riciclaggio.
Purtroppo in Italia il Decreto Legislativo 22/97, noto come Decreto
Ronchi, che pone la riduzione alla fonte della produzione di rifiuti come
principio ispiratore della normativa, non introduce però obblighi o
obiettivi in proposito".
Rivolgiamo un appello al Presidente Bassolino affinché dalla
Campania parta una iniziativa concreta e innovativa che possa essere
trainante anche per il resto d'Italia. Il Commissario nell'attuale
situazione di emergenza deve adottare misure drastiche per la riduzione
della quantità dei rifiuti prodotti:eliminazione totale dell'usa e getta
in tutte le strutture pubbliche della regione, dalle mense alle scuole;
divieto temporaneo per gli esercizi commerciali di vendita di prodotti
liquidi per l'alimentazione in contenitori a perdere e di tutti i
contenitori monouso;
Bassolino deve coraggiosamente accantonare il piano ereditato da
Rastrelli/Losco e ricominciare daccapo, mantenendo tra l'altro le promesse
elettorali: nel suo programma era testualmente scritto:
"Lotta agli inceneritori". Bisogna fare in modo che i sindaci provvedano
alla "deassimilazione" dei rifiuti urbani: gli esercizi commerciali, che
allo stato e come da immagini televisive, sono i maggiori conferitori
senza alcun controllo di contenitori ed imballaggi nei cassonetti non
devono più avere garantita la raccolta come fatto fino ad oggi ne' avere
trattamenti di favore per quanto riguarda la tassa, devono invece essere i
primi a passare alla tariffa in modo da essere "costretti" al rispetto
delle regole.
Il WWF non e' contrario in linea di principio agli inceneritori, però ne
chiede la moratoria fino a quando non si saranno realizzate le fasi
propedeutiche: riduzione, raccolta differenziata e riciclaggio dei
materiali.
L'impostazione attuale che prevede il dimensionamento degli impianti di
termodistruzione per il tal quale dei rifiuti prodotti in Campania non
soddisfa l'Associazione e non riduce la dipendenza dalle discariche che
comunque dovranno ricevere i residui che saranno, come minimo, pari a un
terzo dei rifiuti prodotti. Un esempio: in Svezia, le bottiglie in PET per
l' acqua minerale vengono usate dalle 20 alle 30 volte prima del
riciclaggio: da noi dopo il primo utilizzo vengono buttate.
Bisogna provvedere anche alla realizzazione di impianti di riciclaggio del
PET, ad esempio.
Il finanziamento di iniziative di questo tipo e' moto più economico della
realizzazione dei mega-inceneritori e darà senz'altro ottimi risultati sia
dal punto di vista ambientale che occupazionale
Roma, 12 maggio 2003 - Ufficio Stampa WWF Italia - tel. 06-84497377
Ulteriori informazioni sul sito italiano del WWF,
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